Ecco la bicicletta con cui Alaphilippe ha vinto il mondiale nelle Fiandre: Specialized S-Works Tarmac SL7

Diamo uno sguardo più da vicino alla bicicletta con cui il francese Julian Alaphilippe ha vinto il suo secondo mondiale nella prova in linea di Lovanio, nelle Fiandre.

Julian Alaphilippe ha vinto il Mondiale nelle Fiandre con una serie di attacchi lanciati negli ultimi 58 chilometri di gara. Quello decisivo, sulla Sint Antoniusberg, è arrivato ai meno 20 dal traguardo. E da lì in poi nessuno non lo ha più visto.

Il corridore francese ha difeso il titolo conquistato a Imola lo scorso anno su questa Specialized S-Works Tarmac SL7. Alaphilippe ha deciso di usare una Tarmac—e non con una Roubaix, che normalmente è il modello di Specialized usato nelle gare del nord—perché nella prova in linea di Lovanio i settori di pavé erano limitati se paragonati a una gara come il Giro delle Fiandre.Specialized e Alaphilippe hanno optato per un telaio nero opaco senza le strisce arcobaleno da campione del mondo usate durante il resto della stagione. Un particolare che sarà comunque re-inserito a breve vista riconferma del francese nella prova iridata.

Nonostante ai mondiali i corridori rappresentino le proprie nazioni—e non i singoli team—sul sellino di Alaphilippe, così come sul tubo orizzontale e sui pantaloncini da corsa, erano comunque visibili i loghi della sua squadra, la Deceuninck-Quick-Step. E visto che alla partenza era il campione del mondo in carica, Alaphilippe è partito con il numero 1 sul sellino.A livello pneumatici, la scelta è stata di usare copertoncini Specialized Turbo Cotton da 26mm—con camere d’aria in lattice (stessa configurazione adottata da Kasper Asgren nella vittoria al Fiandre in aprile). Apparentemente, questa è anche la prima vittoria di un campionato del mondo su copertoncini e non su tubolari.Come ruote, Alaphilippe ha usato un paio di Roval Rapide CLX a sezione profonda (che sono quelle fornite da Specialized alle sue squadre). La casa americana ha anche fornito il sellino S-Works Romin Evo e un attacco manubrio semi integrato, mentre il manubrio è il Pro Vibe Superlight da 38 centimetri. L’occhio più attento dei nerd tecnologici noterà anche l’utilizzo del Velox Tressostat come nastro manubrio.

A livello di gruppo, Alaphilippe—come quasi tutti gli atleti e squadre Specialized—ha corso sul Dura-Ace R9170 Di2 (53/39 11-30t a 11 velocità e non 12). La differenza è stata solo nell’utilizzo dei dischi dei freni, presi a prestito dalle versioni mountain bike perché compatibili con i modelli da strada.

A fine gara la bici di Alaphilippe è arrivata al servizio fotografico con la carta dei gel ancora riposta nel foro del sellino e con il cartellino rosso indicante il controllo UCI sui motori nascosti e sulle altre regolamentazioni.La bici di Alapphilippe era ancora sporca del sudore caduto sul telaio durante la gara, mentre l’unico pezzo mancante era il Wahoo Bolt usato per controllare il passare dei 268.3 lunghissimi chilometri della prova in line di Lovanio.