Tour de France 2023 | Anteprima Tappa 13 | Châtillon-Sur-Chalaronne›Grand Colombier

Tour de France 2023 | Anteprima Tappa 13 | Châtillon-Sur-Chalaronne›Grand Colombier


Distanza: 137,8 km
Luogo di partenza: Châtillon-sur-Chalaronne
Luogo di arrivo: Grand Colombier
Orario di partenza: 13:45 CEST
Orario di arrivo (circa): 17:12 CEST

È il giorno della presa della Bastiglia al Tour de France, il che significa un fiume di gente del posto in festa ai bordi della strada, corridori francesi che non vedono l'ora di entrare in fuga e la stampa che sogna da anni un vincitore nazionale. È sempre un punto d'orgoglio per la nazione ospitante ottenere una buon risultato il 14 luglio, giorno dell'assalto alla Bastiglia durante la rivoluzione del 1789, eppure l'unico successo francese in epoca recente appartiene a Warren Barguil a Foix nell'edizione del 2017.

E' improbabile che la corsa finisca come nel 2017 quest'anno, non essendoci nessun corridore francese tra i principali favoriti per la Classifica Generale. Ma la tappa non mancherá di intrattenerci lo steso: i corridori si troveranno ad affrontare la prima vetta alpina della corsa, nonché una delle salite più dure di questo Tour: Il Grand Colombier. Visivamente é una cima impressionante, con strade che si intrecciano sui ripidi pendii della montagna in una salita interminabile, un vero e proprio massacro per la gambe. É il tipo d'arrivo in vetta alla montagna in cui tutti i riflettori si spostano sui corridori della Generale e loro dal canto loro macinano la fuga per contendersi la vittoria di tappa.

Questo è stato certamente il caso nel 2020, l'unica altra volta che una tappa del Tour si è conclusa qui. La Jumbo-Visma ha imposto un ritmo feroce su tutta la salita, con Wout van Aert, Tom Dumoulin e Sepp Kuss che si sono alternati alla grande, ed è riuscita a mettere fine in modo drammatico alle speranze di Egan Bernal di difendere il suo titolo per la maglia gialla, distanziandolo in anticipo. Fu una dimostrazione di controllo magistrale da parte del leader della Jumbo Primož Roglič, ma anche un esempio della massima spesso citata secondo cui il Tour può essere perso in giornate come questa, ma non può essere vinto; Roglič avrebbe potuto concludere la giornata tranquillamente in giallo, ma non fu in grado di assestare il colpo micidiale al suo connazionale sloveno Tadej Pogačar, che gli rimase attaccato alla ruota per tutta la salita e finí per batterlo in volata sul traguardo, vincendo la tappa. Una settimana dopo, Pogačar conquistò la maglia gialla nell'ormai famosa cronometro della Planche des Belles Filles.

Profilo della tappa 13 dal sito ASO

A differenza del 2020, i corridori arriveranno ai piedi del Grand Colombier dopo aver scalato solo la salita non categorizzata dell'altopiano di Hauteville-Lompnes. Oltre a rendere meno probabile la vittoria di una fuga (la mancanza di montagne iniziali rende difficile per gli scalatori a caccia di tappe entrare in fuga), questo potrebbe anche portare a risultati strani e atipici tra i favoriti della classifica generale, poiché a volte questo tipo di cambiamento improvviso da corse piatte e facili a brutali salite può richiedere alle gambe dei corridori un po' di tempo per adattarsi.

Anche l'inizio del Grand Colombier è un risveglio particolarmente brusco, con una pendenza che supera rapidamente il 9% e con molti altri pendii altrettanto ripidi. È una montagna caratterizzata da una pendenza irregolare, che oscilla costantemente al di sopra e al di sotto della sua media del 7,1%, ed è quindi impossibile da percorrere a ritmo costante. Se i pretendenti alla classifica generale non riusciranno a prendere il ritmo, i loro sogni di maglia gialla finiranno oggi.

Favoriti in gara

Tadej Pogačar (UAE Team Emirates) e Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) si sono seguiti da vicino fin dall'ultima tappa di montagna, mantenendo solo 17 secondi di distacco in classifica generale. Ci aspettiamo che la 13a tappa sia il giorno in cui vedremo cambiare questo divario e, potenzialmente, anche chi indosserà la maglia gialla.

Pogačar ha già vinto in passato sulle pendici del Grand Colombier e vorrà replicare una simile prestazione nel tentativo di portarsi in testa alla corsa. Lo sloveno è a ridosso del suo rivale Vingegaard e non ha ancora indossato la maglia di leader, quindi questa potrebbe essere l'occasione perfetta. Abbiamo visto entrambi i corridori lanciare attacchi in cui l'altro non è stato in grado di tenere la scia, ma chi avrà le gambe e la tattica per far cadere l'altro in questa tappa?

Jai Hindley (Bora-Hansgrohe), invece, si trova in terza posizione e ha dimostrato le sue capacità di scalatore nella quinta tappa con un attacco a lunga gittata sui Pirenei. Dovrà anche assicurarsi di mantenere il vantaggio su coloro che sono dietro di lui in classifica generale, dato che c'è solo 1:18 di distacco tra lui e Carlos Rodríguez (Ineos Grenadiers), che si trova al quarto posto.

Mentre Ineos ha Rodríguez al quarto posto, Tom Pidcock si trova in ottava posizione. Pidcock ha dato l'impressione di essere il più forte finora nell'ultimo arrivo in vetta di domenica a Puy de Dôme, ma la salita più lunga verso la cima del Grand Colombier metterà a dura prova la capacità del britannico di restare al passo degli scalatori più puri. Il collega britannico Simon Yates (Jayco-Alula) è appena sopra di lui in classifica e finora è apparso in gran forma, e la lunga salita è molto più adatta a lui rispetto a tutte quelle affrontate finora.

Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) è rientrato nella top-10 in classifica generale dopo essere andato in fuga nella 12ª tappa e forse avrà un margine di manovra leggermente più ampio per tentare una fuga tardiva sull'ultima salita, visti i sei minuti di distacco dai primi due. Il corridore francese non vince una tappa dal 2019, quando si impose in cima al Col du Tourmalet, ed è affamato di vittorie di tappa visto che questo è il suo ultimo Tour prima del ritiro.

L'AG2R Citroën Team potrebbe sfruttare l'occasione per Ben O'Connor di recuperare un po' di tempo, ma è più probabile che provi a rimanere con i pretendenti alla Classifica Generale per cercare di conquistare la tappa. L'australiano ha fatto parte della fuga vincente nella 10a tappa, concludendo al terzo posto quel giorno. Ma questa è la prima di tre tappe di montagna e la squadra potrebbe scegliere di proteggere Felix Gall, che si trova a tre minuti dalla top-10 in classifica generale.

Pierre Latour (TotalEnergies) è stato spesso in fuga durante il Tour, ma è stato sul Puy de Dôme che ha mostrato le sue capacità di scalatore. Sebbene sia stato battuto da Micheal Woods della Israel-Premier Tech (altro pretendente alla tappa) sul finale, Latour ha dato il massimo per conquistare il secondo posto. Vorrà assicurarsi una vittoria di tappa e sarà alla ricerca di un'opportunità se una fuga riuscirà a sfidare le aspettative e a rimanere in testa.

Pronostico

Pensiamo che Tadej Pogačar vincerà la 13a tappa e si aggiudicherà la maglia gialla, dato che il percorso gli si addice un po' di più con un lungo sforzo fino al traguardo piuttosto che con più salite impegnative.

Foto di copertina di Zac Williams/SWPix 

 

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