LA MENTE, È TUTTO

LA MENTE, È TUTTO

Rouleur Italia n. 13


Testo di Emilio Previtali

Ciò che amiamo delle gare di ciclismo, è l’imprevedibilità. A vincere le corse non è sempre e soltanto il corridore organicamente più dotato, spesso accade che a primeggiare invece che il più forte sia l’atleta più intelligente, il più scaltro, il più paziente, il più furbo o il più consapevole dei propri mezzi. Qualsiasi corridore può mettere nel sacco un avversario più forte e fin dopo la linea del traguardo, nel ciclismo, nessuno può dirsi certamente battuto. Le corse sarebbero terribilmente noiose se a vincere fosse sempre e soltanto il corridore più forte, sapremmo già esattamente cosa può accadere prima di ogni gara.

È proprio grazie a questa imprevedibilità e al gioco tattico, o a quello delle scie, che il ciclismo è decisamente più entusiasmante da guardare in TV rispetto ad altri sport di lunga durata, le maratone ad esempio, nelle quali la forza fisica e il talento dei singoli tengono un po’ in ostaggio la dinamica di corsa e anche lo spettacolo.

Nelle corse di ciclismo su strada la forza e la forma fisica rappresentano soltanto il presupposto iniziale necessario alla vittoria, poi sono la strategia e la tattica unite alla gestione dell’intensità nell’arco della gara a fare la differenza, perfino nelle corse a cronometro nelle quali i corridori lottano da soli contro il tempo. Se così non fosse, se a contare più dei watt e del VO2max misurati in laboratorio non ci fosse anche la capacità mentale degli atleti, nel 2023 non saremmo ancora qui a entusiasmarci per degli uomini e delle donne che spingono al massimo sui pedali e sgomitano per aggiudicarsi la vittoria in strada.

L’ultimo Tour de France è stato un duello avvincente lungo tre settimane tra Tadej Pogačar e il vincitore finale Jonas Vingegaard, nessuno di noi – nemmeno gli scienziati che misurano le performance di questi atleti in laboratorio – sarebbe stato in grado di dire chi dei due è fisicamente migliore dell’altro.

Cosa significa essere il migliore? E quanto conta la forza mentale? 

Se lo chiedeste a Eddy Merckx, uno che senz’altro di ciclismo se ne intende, vi direbbe tra le altre cose che essere un campione di ciclismo ha a che fare con la capacità mentale di tenere il ritmo senza mai mollare, in ogni contesto in cui il corridore si viene a trovare. 

Il rapporto del ciclismo con il nostro cervello va ben oltre l'elaborazione di piani tattici per vincere le gare. Il ciclismo apre la mente perché si svolge nel mondo reale, tra altri esseri umani che a volte sono alleati e altre volte avversari, o altre volte ancora tutte e due le cose insieme. Andare in bicicletta non soltanto ci spinge a conoscere cose come la geografia, la topografia, la politica, la cultura e la fisica, ma ci spinge a conoscere noi stessi e gli altri che abbiamo intorno. E poi,il tempo trascorso in bicicletta, è tempo per pensare. Non c'è niente di meglio di una lunga pedalata per pensare ai fatti propri o al contrario, per riuscire a non pensare proprio a niente. 

In questo numero di Rouleur abbiamo esplorato il rapporto tra il ciclismo e la mente parlando con atleti come Filippo Ganna, Mark Cavendish e Lachlan Morton, e parlando con le persone che normalmente lavorano dietro le quinte o hanno il compito di mettere gli atleti in condizione di produrre performance di alto livello. Il ciclismo è un'attività complessa, fisica ma anche mentale. 

Se così non fosse, se per vincere il Tour de France o per scovare chissà dove le energie necessarie per migliorare il nostro personal best sulla salita dietro casa bastasse soltanto attenersi ai watt indicati dal powermeter che abbiamo sul manubrio della bici, il ciclismo non sarebbe una cosa così magica, misteriosa ed interessante.

READ MORE

Paul Seixas leads the Decathlon CMA CGM train on a tree-lined climb

Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 preview: Paul Seixas's time to shine

With no Tadej Pogačar or Jonas Vingegaard on the startline, this year's race is all about the next big GC talent and his preparation for...

Read more
Strength in numbers: FDJ United-Suez powers Vollering to her long-awaited Giro moment

Strength in numbers: FDJ United-Suez powers Vollering to her long-awaited Giro moment

The Dutch star’s first Giro stage victory underlines her decision to renew her contract with Stephen Delcourt’s team for another two years. FDJ’s strength is...

Read more
Josh Kench was the Giro d'Italia's unlikeliest finisher: 'It’s been a rollercoaster'

Josh Kench was the Giro d'Italia's unlikeliest finisher: 'It’s been a rollercoaster'

Unwanted by any European team, New Zealander Josh Kench found himself racing in China for two seasons. Through a valuable connection he was given a...

Read more
'He has everything to be a Grand Tour winner': Lidl-Trek sound note of optimism over Juan Ayuso's return

'He has everything to be a Grand Tour winner': Lidl-Trek sound note of optimism over Juan Ayuso's return

Juan Ayuso will be one of the favourites when one-week stage racing returns at the Tour Auvergne-Rhône-Alpes. Beyond that he'll be targeting a Tour de...

Read more
‘I’ve worked really hard to get to this point again’: Anna van der Breggen strikes back

‘I’ve worked really hard to get to this point again’: Anna van der Breggen strikes back

On a brutal  time trial stage of the Giro d'Italia Women, the SD Worx-Protime rider stunned her rivals by claiming a lead of over a...

Read more
"I don't find it hard to suffer": Antonia Niedermaier's accidental climb to the top

"I don't find it hard to suffer": Antonia Niedermaier's accidental climb to the top

With under-23 world titles and Giro d'Italia Women stage victories, Antonia Niedermaier's career in professional cycling has been a whirlwind success story. The former ski...

Read more

READ RIDE REPEAT

JOIN ROULEUR TODAY

Get closer to the sport than ever before.

Enjoy a digital subscription to Rouleur for just £4 per month and get access to our award-winning magazines.

SUBSCRIBE